26 giugno XXXI Giornata mondiale per la lotta alla droga: a San Patrignano è allarme droga tra gli adolescenti, primo contatto a 14 anni.

Salgono a 509 (+8,8% rispetto ai 468 del 2015) gli ingressi a San Patrignano (compresa la struttura di preaccoglienza di San Patrignano a Botticella) per l’anno 2017: 85 ragazze (16,7%) e 424 ragazzi (83,3%). L’età media di ingresso a San Patrignano è di 28 anni: 33 sono sotto i 18 anni di età, 144 tra 18 e 25 anni, 197 tra 36 e 44 anni, 40 oltre 45 anni. Da sottolineare, fra i minorenni, il sostanziale annullamento del divario tra maschi e femmine: 15 ragazze (fra cui 2 di 14 anni) e 18 ragazzi. Il primo contatto con le sostanze stupefacenti per 1 ragazzo su 2 il contatto è avvenuto entro i 14 anni. Sale a 18 anni di età il primo contatto con la cocaina (per 1 ragazzo su 2) e con l’eroina (per 1 su 4). È la fotografia scattata dall’Osservatorio di San Patrignano sugli ingressi relativi all’anno 2017 e diffusi in avvicinamento alla Giornata Mondiale per la Lotta alla Droga (26 giugno) e in occasione della celebrazione dell’anniversario dei 40 anni di attività della Comunità.

In Italia, nel 2016, 4 milioni di italiani adulti (15-64 anni), pari a 1 su 10 (10,9%), hanno consumato negli ultimi 12 mesi almeno un tipo di droga fra cannabis, cocaina, eroina, droghe sintetiche (ecstasy), nuove sostanze psicoattive (nps). Le percentuali aumentano sensibilmente fra i giovani (15-34 anni): più di 1 su 5 (22,5%) ha fatto uso di almeno una droga negli ultimi 12 mesi e quasi 1 su 2 (43%) nel corso della vita.

E salgono ulteriormente tra la popolazione studentesca: 1 studente su 4 (25,9%), pari a 640 mila ragazzi e ragazze ha fatto uso di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno.

Nata sulle colline riminesi, San Patrignano ha accolto in 40 anni oltre 26mila ragazzi e ragazze, ne ospita oggi 1300 (di cui il 20% è donna). Secondo quanto riportato dagli studi delle Università di Urbino, Bologna e Padova, la percentuale dei ragazzi che al termine del percorso non ricadono nel problema della droga è tra i più alti in Europa attestandosi al 72%, il 96% di loro trova un lavoro dopo l’esperienza a San Patrignano e 1 ragazzo su 2 ha conseguito un titolo di studio o una qualifica professionale.

“Da 40 anni ci occupiamo ogni giorno di aiutare ragazzi a sconfiggere la loro dipendenza e ridare loro la possibilità di recuperare l’autostima e una vita piena in cui possono realizzarsi – dichiara Antonio Tinelli, presidente della comunità San Patrignano L’età di contatto con le sostanze stupefacenti si sta abbassando vertiginosamente. Per questo motivo continueremo ad impegnarci per promuovere la prevenzione. Ogni anno, infatti, incontriamo attraverso i nostri ragazzi in percorso 50mila studenti di tutta Italia e raccontiamo loro cosa c’è dietro la droga e la difficoltà che si prova per uscirne, cercando di far crescere il loro pensiero critico e aumentare la loro percezione del rischio”.

Se si analizzano le regioni da cui provengono i ragazzi entrati nel 2017 a San Patrignano si registra un cambiamento rispetto al 2015 quando in testa c’era la Toscana. La regione Emilia-Romagna è al primo posto con 72 ragazzi, contro i 53 del 2015, seguita da Toscana (50 ragazzi), Marche (46), Lazio, Lombardia, Veneto (rispettivamente 43, 42 e 40 ragazzi), Sardegna (35), Campania (24), Puglia (22), Liguria (19), Sicilia (15), Umbria (13), Trentino-Alto Adige (13), Piemonte (12), Friuli-Venezia Giulia (11), Basilicata (6), Abruzzo (5), Calabria (2), Valle d’Aosta (2), Molise (1).

36 sono i ragazzi stranieri entrati a San Patrignano (il 7% del totale): 14 dall’Europa, principalmente Balcani e Paesi dell’Est (7 da Albania, 5 Croazia, 4 Moldavia e Romania), 1 dagli Usa, 3 dal Brasile, 1 dall’Australia, 3 dall’Africa; unico continente assente l’Asia.

Fra i nuovi entrati, sale a 90 il numero di genitori (dai 68 del 2015), di cui 11 madri e 79 padri, e un bambino è entrato in Comunità al seguito della sua mamma. Oltre il 26% di chi è entrato in Comunità ha almeno un genitore con una dipendenza (134 in totale, 87 sono i padri ad avere problemi di dipendenza, 26 le madri, per 21 ragazzi entrambi i genitori).

SOSTANZE E ASSUNZIONE: COCAINA IN TESTA PER 9 RAGAZZI SU 10 DEI NUOVI ENTRATI A SAN PATRIGNANO

La droga più utilizzata da 9 ragazzi su 10 è la cocaina, in aumento (usata da 463 persone rispetto alle 395 del 2015). Segue – anch’essa in aumento – la cannabis, assunta dall’87% (444 persone contro 385). Il 57% circa dei neo entrati ha fatto uso di eroina (293). Seguono ecstasy (270), ketamina (144), anfetamina (81) e allucinogeni (152). Da sottolineare quindi che il 43% dei neoentrati non ha mai fatto uso di eroina. Minore, ma comunque rilevante, l’uso di droghe sintetiche, con la ketamina e gli allucinogeni assunte, rispettivamente, dal 28 e 30% dei neo entrati.

Anche in termini di dipendenza primaria, la cocaina è balzata in testa (55%), mentre nel 2015 al primo posto figurava l’eroina (44%), ora seconda con il 32%. Per il 3% c’è la cannabis, con 10 ragazzi entrati unicamente per questa dipendenza. Infine, fra tutte le persone entrate a San Patrignano nel 2017, 5 lo hanno fatto per dipendenze diverse dalla droga: 3 per alcolismo e 2 per ludopatia. Interessante, anche, vedere come l’uso di alcol sia patologico per quasi il 40% dei neo-ingressi, mentre il 39% pratica il binge drinking. Tra gli ingressi del 2017 a San Patrignano, fra i tossicodipendenti, il 90% del totale sono poliassuntori, hanno cioè provato più di una sostanza stupefacente.

“E’ un fenomeno in netta crescita, con ragazzi che, nonostante la giovane età, entrano in comunità avendo già sperimentato tutte le droghe – spiega il responsabile terapeutico della Comunità, dottor Antonio BoschiniSpesso si sballano per dimostrare al gruppo di non essere da meno degli amici, senza farsi il benché minimo problema rispetto ciò che assumono. Una percezione del rischio talmente bassa che ci sta portando ad assistere anche ad un ritorno dell’eroina assunta per via iniettiva”.

In generale, dalla Relazione europea sulla Droga 2018, tra le sostanze è la cannabis quella di gran lunga la più consumata sia dalla popolazione adulta (33,1% nella vita, 9,8% negli ultimi 12 mesi) sia da quella giovanile (42,5% e 20,7%) seguita, a grande distanza, dalla cocaina (6,8% nella vita e 1,9% nell’ultimo anno tra la popolazione adulta, 8,3% e 1,6% tra quella giovanile) e dall’eroina (1,9% e 0,6% tra gli adulti, 2,6% e 1,3% tra i giovani).

Parlando, infine, delle malattie correlate all’uso di sostanze, fra i neo entrati a San Patrignano del 2017, 25 risultano positivi all’epatite C (5% del totale), percentuale in forte calo rispetto agli anni precedenti (erano stati 94 nel 2015, pari al 20,4% del totale) e solo 3 a Hiv (0,6% del totale).

LA CENTRALITÀ DELLA PREVENZIONE. URGE UN RILANCIO

Relativamente alle attività di prevenzione, a cominciare da quelle in ambito scolastico, l’Italia ha mostrato nell’ultimo decennio una preoccupante battuta d’arresto: nel 2016 è stata pari al 50% la percentuale di istituti scolastici che hanno organizzato attività specifiche di prevenzione del consumo di sostanze psicotrope; dieci anni fa, nel 2008, la percentuale era del 58,3%. Nello stesso arco di tempo, l’uso frequente di almeno una sostanza illegale da parte degli studenti è salito dal 3,5% al 4,5% (rilevazione Espad Italia).

Per questa ragione, San Patrignano ritiene prioritario investire “risorse ed energie” in prevenzione mettendo a disposizione, nel contempo, la propria esperienza quarantennale maturata sul campo incontrando 50 mila studenti all’anno in tutta Italia.

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